Dal Rinascimento alle nostre Tavole: un viaggio alla (ri)scoperta di sapori perduti

Dal Rinascimento alle nostre Tavole: un viaggio alla (ri)scoperta di sapori perduti

Un balzo indietro nel tempo, per scoprire e riscoprire i sapori di un epoca d’oro, quella del Rinascimento Italiano. Tra piatti sfarzosi e ricette a dir poco originali, seguiamo i passi di chi oggi cerca di riproporre sulle nostre tavole tutto il fascino di un mondo tanto lontano quanto indimenticabile!

Il Rinascimento italiano è stato sicuramente uno dei periodi più belli e affascinanti che la storia ricordi. In quei lontani anni sono fiorite città meravigliose, guidate da potenti dinastie, i Medici a Firenze, gli Estensi a Ferrara, i Gonzaga a Mantova, i Malatesta a Rimini, i Montefeltro ad Urbino e tante altre ancora. Grandissimi artisti hanno messo a disposizione di queste importanti famiglie il loro talento, creando inconfondibili opere d’arte, il cui splendore è giunto fino ai giorni nostri.
Tuttavia la grandezza di queste famiglie non si manifestava solamente attraverso i loro bellissimi palazzi, le loro ricche vesti e i gioielli. Gli ospiti che giungevano al palazzo o alla villa dovevano restare incantati non solo dalla ricchezza degli arredi, ma anche da quella della tavola, eh si perché il potere passava anche attraverso il cibo e alla capacità di elaborare preziose pietanze, frutto della fantasia dei cuochi e dei cerimonieri.
Le Cronache e i trattati di cucina dell’epoca ci riportano racconti molto dettagliati su come si svolgevano questi pittoreschi banchetti e soprattutto sulla fantasia dei piatti che venivano serviti.
Immaginate di trovarvi invitati ad un tavola dove sfilavano tranquillamente: “…piccioni arrosto, fegatelli, tordi, pernici…”, ed ancora un castello di zucchero “con merli e torri molto artificiosamente composto” pieno di uccelli vivi pronti a prendere il volo nel bel mezzo della sala, e poi caprioli, struzzi, teste di vitello, capponi lessi, petti e lonze di vitello, capretti, salsicce e pavoni “vestiti con le loro penne a guisa che facessero la ruota”, ed infine torte di zucchero con mandorle, biscotti, gelatine, paste, zuccherini, marzapani “et altre simili gentilezze”.
Le ricette di tante originali vivande ci arrivano direttamente dagli chef del Rinascimento, i Cracco e i Barbieri di allora insomma. Così grazie ai resoconti di Bartolomeo Scappi e dello scalco (cioè colui che tagliava e divideva le carni) Cristoforo di Messisbugo, noi possiamo non solo conoscere cosa e come si mangiava nelle grandi signorie italiane, ma possiamo tentare di replicare questi arditi piatti.
Ed è esattamente quello che fa Daniela Storoni, fondatrice di Rinascimento a Tavola di Urbino, un laboratorio artigianale dove si va alla scoperta della cucina rinascimentale e delle sue preparazioni. Proprio così nasce la selezione di Biscotti Rinascimentali, che ripropongono uno scorcio dei fasti di quell’epoca gloriosa; basta citare i famosi Tortelleti di Marzapane, un goloso involucro di pasta che racchiude un dolcissimo marzapane preparato con le Mandorle Bio del Presidio Slow Food di Toritto, o ancora i Morselletti Biscottati, che apparivano spesso nei banchetti accanto al pane, e che vengono preparati con Acqua di Rose Bio e Anice stellato, così come le Brazatelle, il cui nome deriva dalla loro forma simile a quella di un bracciale.
Ecco allora che lo stile e la raffinatezza delle grandi Corti del Rinascimento può essere riscoperto, attraverso piccoli bocconcini il cui sapore è un inno all’incontro tra l’antico e il moderno, un piccolo lusso da concedersi per riscoprire, anche attraverso il palato, la gloria di un epoca remota, ma indimenticabile!

Intellettuale 2 articolo maggio 2015

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