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Tra le tante ricette della tradizione culinaria marchigiana “li frascarelli” rappresentano uno di quei piatti che sanno di buono, genuino e autentico. Una sorta di polenta “bianca” fatta con farina di grano, a cui aggiungere eventualmente del riso, da condire con sugo a base di maiale, o con semplice sugo “finto” di pomodoro. Se non li conoscete vi racconto la loro storia e la ricetta per farli a casa.

Tipico piatto povero delle famiglie contadine prende il nome dal bastoncino di legno con punta biforcuta, “la frasca” con cui si usava mescolare la polenta e gli impasti. E’ praticamente una polenta di farina bianca, dove la presenza di grumi rappresenta un modo per dare al piatto la giusta consistenza.

Da quelli più “poveri” di sola farina a quelli arricchiti da una manciata di riso bianco ai più elaborati, con l’aggiunta di pasta all’uovo, “li frascarelli” rappresentavano un modo veloce e pratico con cui le nostre nonne sfamavano le famiglie numerose e affamate. Pare fossero particolarmente indicati per facilitare la produzione di latte nelle puerpere e quindi preparati in abbondanza anche per questo motivo.

Il condimento classico è con un sugo veloce a base di maiale, che veniva fatto “rosolare” nell’olio e arricchito da Passata di pomodoro. Salsicce, Guanciale, Lonza a pezzetti sono perfetti, ma vanno benissimo anche con un ragù classico, o, più leggeri, con un sugo “finto” di pomodoro.

Sono praticamente introvabili nella attuale ristorazione e compaiono raramente nei menù di qualche sagra di paese, quindi l’unico modo per mangiare questa meraviglia è chiedere alla nonna, ma deve essere marchigiana, o prepararseli a casa.
La ricetta è molto semplice, per sei persone bastano 2 litri d’acqua, 200 grammi di riso bianco e 300 grammi di farina di grano. Dopo aver fatto cuocere il riso per circa 10 minuti in acqua salata, si aggiunge la farina e si mescola per far cuocere il tutto per altri 30 minuti, e se si formano i grumi meglio così!

Solo a scrivere ci è venuta voglia di mangiarli, e a voi?