Eno-radical-chic: un nuovo approccio alla degustazione

Eno-radical-chic: un nuovo approccio alla degustazione

Un viaggio alla scoperta dei migliori vini marchigiani, delle loro caratteristiche e delle loro peculiarità. Saper riconoscere le proprietà organolettiche dei vini e allo stesso tempo scegliere secondo il proprio gusto: questi sono i tratti più importanti di una personalità Eno radical chic.

Intrigante e curioso: così possiamo definire il rapporto che su due facce della stessa medaglia unisce e separa i grappoli d’uva da un bicchiere di vino raccolto in un ampio bicchiere da degustazione in cristallo. E’ lo stesso legame che in modo analogo intreccia genuinità, semplicità e naturalezza dei produttori di vino con il modo talvolta troppo articolato e complesso con cui ci si ritrova a parlarne. Forse dovremmo ritenere il vino un tema che appartiene esclusivamente agli intenditori? Tutto riservato agli iscritti AIS o per gente che conosce a memoria il diagramma Mercadini?
Niente affatto.
E’ arrivato il momento di riportare il vino sulle tavole di tutti. E’ ora di riprendere a descriverne caratteristiche e peculiarità lasciando che ognuno segua una linea più schietta, naturale, istintiva: il proprio gusto personale. Ecco l’essenza della personalità eno-radical-chic: radicale nelle proprie scelte perché non si lascia influenzare da mode, tendenze o “sentito dire”, ma allo stesso tempo elegante perché, pur conoscendo regole e dettami della buona degustazione da intenditori, sa far sì che queste non prevarichino preferenze e gusti personali, fattori fondamentali per apprezzare il buon vino in armonia con se stessi e con gli altri.
Viaggiare con me vi permetterà di avvicinarvi al vino senza snaturare la vostra personalità.
Va detto che conoscere alcuni semplici elementi di base aiuterà ognuno a sviluppare una maggiore consapevolezza delle proprie preferenze e del proprio gusto.
Per prima cosa dovremo dotarci delle nozioni di base per capire a cosa si riferiscono gli esperti quando parlano di vino.
1. Partiremo dai descrittori visivi: ad occhio valuteremo insieme il tipo di effervescenza e di “bollicine”, se possiamo definirlo limpido o torbido e se le tonalità di colore che lo caratterizzano sono intense, cariche o leggere.
2. Continueremo poi coi descrittori olfattivi per apprezzare persistenza, tipologia e particolarità di ciò che ci accingiamo ad assaggiare.
3. Proseguendo su questa linea scopriremo quanti possono essere i “sentori” tipici dei vini marchigiani.
E’ molto più semplice di quanto si creda.
Ricercheremo e riconosceremo insieme i sentori floreali tipici (fiori d’arancio, viola, rosa…), quelli speziati caratteristici dei vini più robusti (aromi di chiodi di garofano, pepe, anice…), quelli fruttati dei bianchi e rossi più intensi (sentori di pompelmo, arancio, mora, lampone, ananas…) fino ad arrivare a riconoscere altri tratti più particolari ma non meno evidenti come i sentori di frutta secca, vaniglia, sandalo, miele e via discorrendo…
4. Sarà naturale poi proseguire parlando di morbidezza, persistenza del gusto, corpo, fino ad arrivare all’astringenza (il tanto citato livello “tannico” del vino) e molto altro ancora.

E adesso….siamo pronti! Non ci resta che partire per questo viaggio insieme alla scoperta dei vini tipici marchigiani e di tutto quello che questo meraviglioso nettare degli dei ci può regalare.

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